Tagliaerba antistress.

Ieri sono tornata a casa con le lacrime negli occhi. Mi ha preso un forte sconforto, dopo essere stata tutto il giorno a cambiare i fogli alla macchina fustellatrice, arrivate le 17 (ora in cui dovrei staccare), il PiccoloCapo (figlio del titolare) ci fa: non è che mi tagliate anche questi 10 fogli?? tagliate nel senso fustellate. I 10 fogli doveva ancora stamparli perchè mancavano e non erano 10 ma almeno 30. Tipico modo per sminuire e farti indurre a pensare che ‘ci vuole un attimo’ (tanto non lo fa lui). Siamo rimaste in due a finire questo lavoro, la macchina faceva gli scherzi, la stampante stampava male. Mi era salita una rabbia pazzesca. Alla fine ho fatto (e anche la mia collega) mezz’ora in più, certo non è molto ma lo diventa se fai qualcosa che non sopporti e le cose ti vanno storte ma oltretutto quando al tuo capo sembra che sia dovuto. Di cosa ti lamenti, vai via alle 5, mentre io devo stare qui tutta la sera, sembra dire il suo sguardo e lo sguardo di un cliente fighetto che gironzola intorno perchè aspetta che si libera la macchina per fare qualcosa per lui. Beate voi, osa anche dire con quel sguardo da ragazzetto viziato nella sua lacoste ultimo colore uscito.
Certo io sono fortunata perchè finite le mie 8 ore me ne vado a casa, ma non importa se in quelle ore ho lavorato sempre a testa bassa da far venire i crampi al collo e ho fatto lavori che non mi lasciano nulla in nessun senso. Sono fortunata perchè quando arriva il 10 ho uno stipendio non importa se da fame.
Di cosa mi lamento? Di cosa?
Invece io dico – di cosa ti lamenti tu! Vuoi fare a cambio? Scometto che non resisteresti nemmeno una settimana a fare la vita che faccio io. Niente più ore e ore davanti allo schermo a scaricare da emule (facendo finta di niente, come se lui capoccia dovesse giustificarsi con qualcuno) o una settimana a picchiare lì con il tomtom nuovo di pacca. Mi chiedo cosa picchi, che cacchio dovrai mai capire di questo tomtom, è di una semplicità!
E poi pensi che ti diciamo – poverino, deve stare lì fino a tarda sera, ma quanto lavora quel ragazzo!
Ma quando mai! Si è capito da un pezzo che se stai lì fino a tardi i motivi sono questi:
1. Non sai minimamente organizzarti, non deleghi quando dovresti/potresti, ti scordi le cose, dici di sì a tutti i clienti pur di prendere il lavoro (che poi ti scordi e ce lo fai fare a noi in fretta e furia)
2. Stai fino alla sera perchè durante la giornata dai la priorità assoluta ai cazzi tuoi per ore, invece di fare i lavori.
3. (molto accreditata come ipotesi) Vuoi far passare questo messaggio a noi (Io lavoro fino a tardi per dare lo stipendio a voi), pensando che siamo sceme e non vediamo le cose. Mi spiace ma non funziona! Le cose si vedono e anche bene!

Fatto sta che mi era venuto un gran nervoso. La presa per il culo sembrava insopportabile, enorme.
Questa gente che si sente padrona della tua vita ma cosa ti da in cambio? Nulla, zero.
Avrei dovuto dire che dovevo andare a casa, ma poi c’era Anita che avrebbe finito il lavoro lei e così, non volendo fare la stronza, sono rimasta e in mezz’ora abbiamo finito.
Mezz’ora è poco ma dipende cosa fai e con che spirito…

Tornando a casa sognavo di poter avere vicino un bosco polacco. Un bosco come quelli di cui è piena la Polonia, appena esci dalla città. Verde, fresco, grande, ti trovi in un altro mondo e c’è solo il bosco. Per rinfrescarti la mente, le idee, per farti sentire vivo ancora. Avrei desiderato essere in uno di quei boschi.
Poi, per cercare una soluzione alternativa, ho deciso per una passeggiata per i campi attorno a casa. Sì, sono fortunata a vivere in campagna. Ho chiamato M. e lui era d’accordo. Anche se alla fine abbiamo invece tagliato l’erba nel giardino, la passeggiata è saltata, ma è stato bello lo stesso. Il tagliaerba ha aiutato a sfogare la mia rabbia. Fino a stamattina. Perchè, come di consueto, il lavoro urgente per il quale c’era bisogno di rimanere la sera prima, era ancora tutto lì sul tavolo, nemmeno imballato.

~ di emsi76 su 8, Luglio 2008.

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