Istinto di fuggire
Ritorna con solita frequenza (piuttosto spesso) la sensazione di non poterne più. Non poterne più di fare l’equilibrista tra la vita di tutti giorni e la vita che vorrei, sospesa tra il sogno e la realtà, intrappolata nella quitidianità che non mi da ossigeno.
Mi viene da piangere, mi sento sopraffatta da questa sensazione così spesso.
Vorrei cambiare le cose, vorrei fare qualcosa, l’istinto mi direbbe di fuggire lontano in cerca di soluzioni migliori.
Non sopporto più sprecare la mia vita, le preziose ore (tra lavoro e viaggio almeno 9 al dì) delle mie giornate a fare cose che non mi danno nessuna soddisfazione, tra persone (con poche eccezioni) non solo ignoranti, ma sopratutto ipocrite, concentrate sul loro guadagno.
Non soppporto più dover metter da parte i miei talenti, le mie conoscenze grafiche, lingustiche, informatiche e passare ore a fare lavori manuali, noiosi, spesso pesanti, non adatti a una persona creativa come me.
Non sopporto più dovermi accontentare delle bricciole. Non sopporto dover sempre correre per ritrovarmi stanca la sera e cercare a tutti i costi di aprire ancora le mie ali spezzate, facendo qualcosa che mi da soddisfazione solo per ritrovarmi frustrata perchè riesco solo a fare poco o niente, perchè il tempo è poco e alla fine devo rinunciare a queste bricciole di soddisfazione personale.
Non ne posso più di questa vita, almeno mi ritrovassi con un buon stipendio per costruire qualcosa, ma nulla, solo bricciole, per non dire pura miseria.
Non ne posso più di non dedicare abbastanza attenzione a lui, di trovarci stanchi la sera e non riuscire a goderci nemmeno quel poco di tempo che passiamo insieme.
Non ne posso più di non poter vedere i miei genitori se non una/due volte all’anno, perchè il lavoro, i soldi, le ferie… Non ne posso più di non poter pianificare qualcosa di concreto, di avere dubbi sul prossimo futuro.
Non sopporto la sensazione di aver passato da un pezzo i trenta e non aver raggiunto nulla, di girarmi e vedere che i miei sogni sono diventati puro fumo e non avere nessuna certezza di poter arrivare a sentirmi soddisfatta.
Ho bisogno di un segnale forte per non sprofondare nel buio, ho bisogno di una luce nel tunnel.
Vorrei trovare il modo per fare qualcosa per migliorare la quotidianità.
Vorrei un lavoro che mi soddisfi, che mi premi per ciò che so fare e che non mi schiavizzi.
Vorrei poter alzarmi la mattina ed essere contenta di andare a lavorare.
Ho tanto da dare ma finora ho dovuto sempre tenere tutto dentro di me e dentro il mio computer.
A parte qualche eccezione. Così non va. Così ci si consuma.
Ne ho provate tante ma l’unica via sembra quella dell’estero. Potrei, parlo l’inglese fluentemente, potrei cercare fortuna, probabilmente la troverei, ma ora vorremmo anche avere un figlio. E poi ci sono alcune questioni da risolvere qui.
Bisogna darsi le priorità e così metto da parte l’istinto e cerco di ragionare.
E’ meglio così, potrebbe andare peggio, almeno la sera posso fare qualcosa per me, posso fare un pò di grafica a casa, scrivere, leggere, ritoccare le foto, informarmi.
Domani faccio quel disegno che ho pensato da tanto, imparo qualche trucco di photoshop nuovo, scrivo un post sulla mia vita al giorno. Ma poi arriva domani, aspetto con ansia la sera poi dopo aver letto un poco d’informazione vera in rete rimane giusto il tempo per dormire. Vabbè lo faccio domani quel disegno, anzi da domani palestra veloce, un post al giorno, un tutorial al giorno e un disegno al giorno…
E così che continua questo circolo vizioso.
Desidero spezzarlo.

















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