un’altro giorno… all’insegna del non-senso…

Un’altro giorno se ne è andato… Dopo tre di festa, ritornare al lavoro oggi è stato ancora più angosciante.
Un’altro giorno all’insegna della mancanza di senso, all’insegna del tempo sprecato, di forze sprecate, di energie sepellite… Un’altro giorno ad eseguire gli ordinetti di chi non è all’altezza, di chi si sente importante solo perchè nella posizione di ‘padrone’ (odio questa parola).
Un’altro giorno a sperare che passi velocemente per andare via e dopo aver scaricato la tensione in palestra (a leggere il blog di Grillo sulla cyclette), dedicarmi a ciò che mi piace. Arrivo a casa, prepara la cena (veloce!), mi siedo e apro il computer e insieme con il mio Lui ci leggiamo le notizie vere, guardiamo qualche filmato ed ecco che è tardissimo, tra poco è l’una. E io ancora vorrei fare tante cose, scrivere post, leggere altri commenti, cercare lavoro in Svezia. Ma tra poco dovrò andare a dormire e domani passerò un’altro giorno uguale, all’insegna del nulla, della mancanza di senso, dei lavori che non mi piacciono…
Mi devo sbrigare perchè se faccio tardi domani mattina non riesco a svegliarmi, comunque non riesco lo stesso, fortuna che c’è Lui che mi sveglia.
Voglio cambiare, tutte le mattine è sempre più dura, ho l’impulso di andare via lontano, mollare tutto.
Desidero solo poter almeno non sprecare il mio tempo così, non tra queste persone insignificanti (tranne la mia collega e forse un’altro paio di persone). Desidero solo poter fare lavoro creativo per il quale sono portata, poter sfruttare le mie capacità, le mie conoscenze. Invece me le devo tenere per me ogni giorno di più. E fare lavori sempre manuali, a volte sporchi, mandare avanti plotter, attaccare biadesivo, e domani mi tocca fare ‘la barca’, significa applicare la pubblicità in uno di quei camioncini-vela, che vengono lasciati ai lati della strada per giorni. E’ un’affare altissimo e curvo, per attacare la pubblicità stampata in digitale in tre pezzi dovremo salire su un’impalcatura-castello, senza protezioni e sporgerci parecchio se no non si arriva. Ecco il bellissimo e soddisfacente lavoretto di domani! Un incubo.
Mi dovrei rifiutare di farlo ma non trovo le forze, un pò perchè dovrebbe farlo Anita da sola un pò perchè se lo facessi dovrei licenziarmi subito. E’ il mio sogno, licenziarmi da quel posto perchè non ho più bisogno di quella miseria di stipendio, questo deve avvenire…

~ di emsi76 su 4, Giugno 2008.

2 Risposte to “un’altro giorno… all’insegna del non-senso…”

  1. Come ti capisco! Più che licenziarmi perchè non ho bisogno dello stipendio, a me piacerebbe licenziarmi perchè mi hanno assunta in un posto di lavoro dove la mia mente e le mie capacità vengano sfruttate! E invece come te, mi ritrovo a pensare all’estero.

  2. grazie della comprensione, hai ragione si tratta di puro sfruttamento. Desidero uscire da questa condizione di schiavitù, è una cosa che mi toglie l’aria. Non essere soli aiuta, ma non risolve…

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