emsi76 & Italian Dream
Sono Emsi. 32 anni. Nazionalità polacca. Immigrata in Italia da oltre 10 anni ormai.
La mia storia in breve è questa, i dettagli verranno fuori man mano nei vari post:
Al liceo studio l’italiano e mese dopo mese m’innamoro sempre di più di questa bellissima lingua.
La prima vacanza in Italia nel ‘92 mi lascia a bocca aperta – sono inebriata da questo paese, estasiata per il clima, il cibo, l’allegria della gente. Al rientro il mio unico più grande sogno diventa quello di andare un giorno a vivere in Italia. Mi dò da fare affinché ciò avvenga. Studio la lingua con grande impegno, inizio anche la facoltà di filologia italiana per interrompere dopo un anno e… fare le mie prime esperienze nel Belpaese.
All’inizio ubriaca dall’aria che respiro e entusiasta di realizzare i miei sogni, faccio la stagione estiva, poi pulizie, assistenza, baby-sitter. Non avendo inizialmente i documenti apposto, faccio avanti e indietro tra la Polonia e l’Italia.
Poi finalmente comincia una serie di lavori da impiegata dove (inizialmente sembra) posso cominciare ad utilizzare le mie conoscenze linguistiche, informatiche, e infine grafiche.
Dico una serie, perchè ad oggi sono 8 anni che pago le tasse lavorando nel paese che ho tanto sognato. E ogni anno che passa mi porta a subire ulteriori grosse delusioni come lavoratrice dipendente e come quasi-cittadina.
L’entusiasmo e la voglia di condividere le mie capacità man mano hanno lasciato spazio all’esasperazione e rassegnazione totale.
Ho cambiato 5 posti di lavoro. Tanti ruoli con mansioni anche di parecchia responsabilità. Uffici commerciali italia ed estero, gestione acquisti e vendite, spedizioni, fiere.
In tutti i posti dove ho lavorato ero quella (o qualche volta l’unica) che parlava il miglior inglese e quella con la più completa competenza informatica. Non ho mai tenuto per me quello che sapevo fare e anzi ad ogni occasione ero felice di dimostrarlo e condividerlo con loro – i miei datori di lavoro, pensando che sarebbe stato a mio favore che mi avrebbe permesso di fare un minimo di carriera, diventare un riferimento. Invece…
Ho avuto capi ignoranti più della suola delle mie scarpe, maschilisti, sessisti, veri stronzi. Ho lavorato per ditte piccole ‘di famiglia’ e grandi (sempre di famiglia!), ho subito violenze di ogni genere e mobbing a stufo. Sono andata anche in depressione.
Mi ritrovo a guadagnare il minimo contrattuale (poco più di 900 euro) pur facendo attualmente un lavoro anche specializzato (ora sono grafico). Ho imparato di tenere per me quello che so fare almeno in minima parte.
Prima pensavo di essere solo sfortunata, di trovare per caso i posti sbagliati, incontrare persone sbagliate, ma ora so per certo che non è così.
Il mio sogno italiano si è trasformato in un semi incubo e se non fosse per una meravigliosa situazione personale e il mio fantastico compagno, probabilmente ad oggi non sarei più in Italia (anche per forza, da sola con il mio stipendio potrei rischiare di morire di fame).
I miei pregi si sono dimostrati essere dei diffetti. Se fossi solo più ‘flessibile’, più ‘furba’, sicuramente avrei ‘fatto strada’, hehe, odio queste espressione.
Ma io odio profondamente l’ipocrisia, falsità, incoerenza e mai e poi mai rinuncierò ad essere me stessa.
Ultimamente ho scoperto il movimento di Beppe Grillo e nelle sue battaglie ho ritrovato il senso per continuare a lottare per questo mio lontano sogno italiano. Grazie a Beppe ho capito anche che i motivi delle mie disavventure da lavoratrice, sono più profonde e vanno oltre ai titolari con i paraocchi. Ho iniziato ad interessarmi della politica che prima ignoravo, ma che scopro essere causa principale di tutti i miei problemi.
Desidero continuare a vivere in questo paese e poterlo presto definire un Belpaese in tutti i sensi. Vorrei non essere costretta a fuggire e cercare la fortuna altrove ma poter crescere i miei figli qui in un paese normale con sane regole.

















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